Matrescenza: quando nasce un bambino, nasce anche una madre
La trasformazione della donna verso la maternità e l'importanza di sentirsi ascoltata, accompagnata e sostenuta.
Diventare madre è molto più che dare alla luce un bambino
Quando pensiamo alla gravidanza, la nostra attenzione si rivolge naturalmente alla nuova vita che sta crescendo: al bambino, al suo sviluppo, ai cambiamenti del corpo e alla preparazione al parto.
Ma mentre un bambino cresce nel grembo materno, qualcosa di altrettanto profondo sta accadendo nella donna che lo porta dentro di sé.
Sta nascendo una madre.
Diventare madre non significa soltanto attraversare una trasformazione fisica. Significa entrare in un processo di cambiamento che coinvolge le emozioni, le relazioni, la percezione di sé e la propria identità.
È un passaggio intenso, a volte sorprendente, che può portare con sé gioia, entusiasmo e meraviglia, ma anche incertezza, vulnerabilità, paura e bisogno di ritrovarsi.
Questo processo ha un nome: matrescenza.
Che cos'è la matrescenza? Il contributo di Dana Raphael
Negli anni Settanta, l'antropologa americana Dana Raphael introdusse il termine matrescenza per descrivere la transizione verso la maternità.
La parola richiama volutamente il concetto di adolescenza.
Così come durante l'adolescenza attraversiamo una trasformazione che coinvolge corpo, emozioni, identità e relazioni, anche il diventare madre rappresenta un importante passaggio evolutivo nella vita di una donna.
La matrescenza non coincide semplicemente con i nove mesi della gravidanza o con il momento del parto. È un processo che può iniziare durante l'attesa e proseguire ben oltre la nascita del bambino.
La donna non smette di essere sé stessa quando diventa madre. Piuttosto, si trova a integrare una nuova dimensione della propria identità.
È una trasformazione che può modificare profondamente il modo di percepirsi, le proprie priorità, il rapporto con il corpo, con il partner, con la famiglia e con il mondo circostante.
E non sempre tutto questo avviene in modo semplice o lineare.
Riconoscere la matrescenza significa dare dignità e spazio anche alla trasformazione della donna, non soltanto alla nascita del bambino.
La maternità è anche una trasformazione sociale
Uno degli aspetti più interessanti della prospettiva antropologica di Dana Raphael è l'attenzione al contesto culturale e sociale in cui una donna diventa madre.
La maternità, infatti, non è soltanto un evento biologico o un'esperienza individuale.
È anche un passaggio relazionale e sociale.
Il modo in cui una donna attraversa questa trasformazione è influenzato dall'ambiente che la circonda, dalle relazioni che può coltivare, dal sostegno che riceve e dal riconoscimento del suo nuovo ruolo.
Quando una futura mamma si sente accolta, ascoltata e sostenuta, può trovare maggiori risorse per affrontare i cambiamenti che sta vivendo.
Quando invece si trova sola, sotto pressione o circondata da aspettative rigide, questo passaggio può diventare più faticoso.
La matrescenza ci invita quindi ad allargare lo sguardo.
Non basta domandarsi come sta il bambino. È importante chiedersi anche come sta la donna che sta diventando madre.
Di che cosa ha bisogno? Quali emozioni sta attraversando? Si sente sostenuta? Ha uno spazio in cui potersi esprimere liberamente?
Perché la maternità non dovrebbe essere un percorso da affrontare in solitudine.
Lo yoga in gravidanza come spazio di ascolto della propria trasformazione
È proprio in questa visione della maternità che si inserisce la filosofia di Mamyoga.
Nei nostri percorsi di yoga in gravidanza, la pratica non è soltanto uno strumento per favorire il benessere fisico, migliorare la mobilità o prepararsi al parto.
È anche un'occasione per fermarsi e ascoltarsi.
Durante la gravidanza, il corpo cambia rapidamente. Le sensazioni si modificano, le emozioni possono diventare più intense e il rapporto con sé stesse assume nuove sfumature.
Attraverso il movimento consapevole, il respiro, il rilassamento e l'ascolto corporeo, lo yoga offre alla donna la possibilità di entrare in contatto con ciò che sta vivendo.
Di riconoscere i propri bisogni.
Di accogliere le emozioni senza giudicarle.
Di scoprire nuove risorse interiori.
Di concedersi il tempo necessario per abitare questa trasformazione.
Non si tratta di raggiungere uno stato ideale di serenità, né di dover vivere la gravidanza sempre con gioia e gratitudine.
Si tratta piuttosto di creare uno spazio in cui ogni donna possa sentirsi libera di essere sé stessa, con tutte le sfumature della propria esperienza.
Lo yoga diventa così un modo per accompagnare non soltanto il corpo che cambia, ma anche l'identità che si trasforma.
Il cerchio delle donne: il valore di sentirsi parte di una comunità
C'è un'altra dimensione fondamentale nei percorsi di Mamyoga: l'incontro con le altre donne.
Un corso di yoga in gravidanza non è soltanto un luogo in cui praticare insieme.
Può diventare un cerchio di condivisione, un ambiente protetto in cui incontrare altre future mamme che stanno attraversando un'esperienza simile.
Ogni donna arriva con la propria storia, il proprio vissuto, le proprie aspettative e le proprie emozioni.
Eppure, nel confronto, spesso emergono esperienze comuni.
Una paura che sembrava difficile da raccontare viene riconosciuta anche da un'altra mamma.
Un dubbio trova ascolto.
Un'emozione che sembrava appartenere soltanto a sé viene condivisa e compresa.
Nascono conversazioni, relazioni, legami.
E, poco alla volta, può nascere anche un senso di appartenenza.
Sentirsi parte di una comunità significa scoprire che non è necessario attraversare ogni cambiamento da sole.
Il cerchio delle donne può diventare uno spazio prezioso in cui sentirsi viste, accolte e riconosciute.
Questa dimensione comunitaria richiama profondamente il pensiero di Dana Raphael, che attraverso i suoi studi antropologici ha contribuito a mettere in luce l'importanza delle relazioni e del sostegno sociale nel passaggio alla maternità.
Per noi di Mamyoga, creare occasioni di incontro tra donne significa proprio questo: favorire la nascita di una rete che possa accompagnarle durante la gravidanza e, quando possibile, continuare anche dopo il parto.
Una rete di professionisti per accompagnare la maternità
La matrescenza coinvolge molte dimensioni della vita di una donna, ed è per questo che crediamo nel valore di un accompagnamento capace di integrare competenze differenti.
Accanto agli incontri tra future mamme, i percorsi di Mamyoga valorizzano il contributo di professionisti che si occupano di gravidanza, nascita e post parto.
Insegnanti di yoga specializzati nella maternità, ostetriche, psicologhe perinatali, educatrici perinatali e altre figure qualificate possono contribuire, ciascuna nel proprio ambito, a sostenere la donna in questa fase delicata e straordinaria.
Il corpo ha bisogno di attenzione e cura.
Le emozioni hanno bisogno di ascolto.
I dubbi hanno bisogno di informazioni affidabili.
E la donna ha bisogno di sentirsi riconosciuta nella sua interezza.
Costruire una rete di sostegno significa offrire punti di riferimento, occasioni di confronto e strumenti che possano aiutare ogni futura mamma ad affrontare con maggiore consapevolezza il proprio percorso.
Non esiste un unico modo di vivere la maternità, così come non esiste un'unica risposta valida per tutte.
Esiste però la possibilità di creare un ambiente in cui ogni donna possa trovare ascolto, rispetto e accompagnamento.
Mamyoga: accompagnare anche la nascita della madre
La riflessione sulla matrescenza ci porta al cuore della nostra filosofia.
La gravidanza non è soltanto un tempo di attesa.
È un tempo di trasformazione, scoperta e ridefinizione di sé.
E mentre tutta l'attenzione si concentra, comprensibilmente, sulla nuova vita che sta arrivando, desideriamo ricordare quanto sia importante prenderci cura anche della donna che la sta accogliendo.
Per questo, in Mamyoga, crediamo profondamente che:
«Non accompagniamo soltanto le donne a prepararsi alla nascita del loro bambino. Le accompagniamo anche alla nascita della loro nuova identità di madri, creando intorno a loro uno spazio di ascolto, consapevolezza e comunità.»
Queste parole racchiudono il significato dei nostri percorsi.
Lo yoga, l'ascolto del corpo, la condivisione tra donne e il sostegno di professionisti diventano parti di un unico cammino.
Un cammino che riconosce la maternità come un'esperienza profondamente personale, ma che non deve necessariamente essere vissuta da sole.
Quando nasce un bambino, nasce anche una madre
La matrescenza ci insegna a guardare alla gravidanza e alla maternità con occhi nuovi.
Ci ricorda che la nascita non riguarda soltanto il bambino, ma anche la donna che lo accoglie.
Una donna che cambia, che si scopre, che incontra nuove parti di sé.
Una donna che può sentirsi forte e vulnerabile, sicura e incerta, entusiasta e spaventata, a volte anche nello stesso momento.
E che merita di vivere questa trasformazione senza dover rispondere a un ideale di maternità perfetta.
In Mamyoga desideriamo offrire proprio questo: uno spazio in cui ogni donna possa sentirsi accompagnata nel proprio percorso, rispettata nei propri tempi e sostenuta dalle relazioni che si creano intorno a lei.
Perché crediamo che prendersi cura della maternità significhi anche prendersi cura della madre.
E perché, mentre nasce una nuova vita, anche la donna che la porta dentro di sé merita uno spazio per rinascere, trasformarsi e sentirsi parte di una comunità.
Scopri i percorsi di Mamyoga
Se stai vivendo la gravidanza e desideri dedicarti uno spazio di ascolto, movimento consapevole e condivisione, ti invitiamo a conoscere i percorsi di yoga in gravidanza e accompagnamento alla nascita di Mamyoga.
Un luogo in cui incontrare altre donne, prenderti cura di te e vivere la tua trasformazione verso la maternità sentendoti accolta e sostenuta.
Mamyoga – Uno spazio per la donna, un cerchio per le mamme, una comunità che accompagna.
Articolo scritto da Lara Maiocchetti, fondatrice di Mamyoga, coordinatrice della formazione insegnanti di yoga in gravidanza e post parto, dottoressa in Tecniche Psicologiche con Master in Psicologia Prenatale, insegnante di yoga in gravidanza e post parto e counselor psicocorporeo e relazionale.
Riferimento culturale: Dana Raphael, antropologa americana, ha introdotto il concetto di matrescenza negli anni Settanta. Il suo lavoro sulla maternità, l'allattamento e il sostegno sociale ha contribuito a una comprensione della nascita come esperienza non soltanto biologica, ma anche culturale e relazionale. Il collegamento con i percorsi di Mamyoga rappresenta un'applicazione contemporanea di questa prospettiva.