Yoga in gravidanza: il corpo come porta d’accesso al potere femminile

La gravidanza è una soglia.
Non è solo un evento biologico, ma un passaggio identitario profondo in cui una donna lascia andare una versione di sé per incontrarne un’altra. In questo tempo di trasformazione, il corpo cambia rapidamente, la sensibilità aumenta, l’istinto si fa più presente.

E proprio il corpo diventa la chiave.

Lo yoga in gravidanza non nasce come semplice adattamento dello yoga tradizionale, ma come spazio di ritorno al corpo, alla percezione, al sentire. È attraverso il corpo che la donna può ritrovare fiducia, radicamento e accesso a quella forza antica che spesso la cultura contemporanea ha messo a tacere.

Questo articolo nasce dal lavoro di ricerca di Michela Rettore, insegnante di yoga in gravidanza metodo MamYoga®, sviluppato all’interno del percorso MamYoga® e dedicato allo yoga nel periodo prenatale.
Il testo è stato redatto dalla redazione MamYoga® e integrato con prospettive formative e professionali.

Il corpo non è da gestire, ma da ascoltare

Viviamo in una società che chiede performance.
Anche in gravidanza molte donne si trovano a dover “fare bene”, “prepararsi bene”, “controllare bene”. Ma il corpo in gravidanza non chiede controllo: chiede ascolto.

Lo yoga in gravidanza aiuta la donna a:

  • rallentare

  • percepire ciò che sostiene e ciò che affatica

  • rispettare i propri ritmi

  • distinguere tensione e rilascio

Non è ginnastica dolce. È educazione alla presenza.

Attraverso asana adattate, movimenti lenti e consapevoli, il corpo diventa un luogo sicuro in cui abitare il cambiamento senza giudizio.

Sistema nervoso e regolazione emotiva

La gravidanza può portare ansia, pensieri anticipatori, tensioni emotive.
Il lavoro sul respiro e sul rilassamento diventa allora fondamentale.

Entrare nel “qui e ora” non è un concetto astratto: è un’esperienza fisica.
È il respiro che si fa più ampio.
È la mandibola che si rilassa.
È il sistema nervoso che passa dalla modalità di allerta a quella di sicurezza.

Questa regolazione è una competenza che resta.
Durante il travaglio, più una donna sa tornare al presente, più può attraversare l’intensità senza sentirsi travolta.

Pavimento pelvico: dalla forza alla percezione

Uno dei grandi fraintendimenti riguarda il pavimento pelvico.
Spesso viene ridotto a “contrarre” o “rinforzare”.

Nel lavoro dello yoga in gravidanza, invece, il primo passo è sentire.
Percepire il perineo, visualizzarlo, imparare a modulare tra attivazione e rilascio.

Perché nel parto non serve rigidità: serve capacità di lasciar andare.

Quando la donna sviluppa consapevolezza pelvica, sviluppa anche fiducia. E fiducia significa potere.

Movimento istintivo e memoria del corpo

Camminate consapevoli, oscillazioni del bacino, onde pelviche, posizioni accovacciate come Malasana, lavoro con la fitball: questi movimenti non sono casuali.

Parlano direttamente al corpo primordiale.

Muovere il bacino significa:

  • creare spazio

  • sciogliere tensioni

  • favorire la discesa

  • restare attive nell’intensità

Il corpo sa.
Lo yoga non insegna qualcosa di nuovo: aiuta la donna a ricordare.

Respiro e voce: attraversare l’intensità

Nel travaglio, ciò che fa la differenza non è l’assenza di intensità, ma la capacità di starci dentro.

Respirazioni lente e circolari, espiri lunghi, vocalizzazioni profonde (come il suono “A”) aiutano a:

  • evitare irrigidimenti

  • sostenere l’apertura

  • favorire il rilascio

Quando la mandibola si ammorbidisce, anche il bacino segue.
Quando la voce è libera, il corpo riceve un messaggio di sicurezza.

Non si tratta di controllo, ma di accompagnamento.

Il rilassamento come allenamento all’abbandono

Spesso sottovalutato, il rilassamento è uno degli strumenti più potenti nello yoga in gravidanza.

Nel rilassamento:

  • il corpo integra

  • il sistema nervoso si riequilibra

  • l’istinto può emergere

Visualizzazioni guidate che accompagnano la donna a immaginare il travaglio come un’onda — che arriva, raggiunge un apice e si ritira — creano una memoria corporea positiva. Il corpo non distingue nettamente tra immaginato e vissuto: ciò che viene sperimentato interiormente diventa traccia.

L’abbandono consapevole non è passività.
È fiducia attiva.

La visione MamYoga®

Questo lavoro si inserisce nella visione della formazione insegnanti yoga in gravidanza MamYoga®, che integra esperienza personale, ricerca, pratica diretta, tirocinio e supervisione professionale.

Accompagnare una donna in gravidanza significa saper leggere i livelli corporei, emotivi e simbolici che emergono. Significa creare uno spazio sicuro in cui il corpo può parlare e l’istinto può riattivarsi.

La formazione è riconosciuta Yoga Alliance e al termine del percorso vengono rilasciati tre attestati:

  • Attestato Yoga Alliance

  • Attestato UISP riconosciuto CONI

  • Attestato di Formazione Permanente SIAFIT Italia riconosciuto dal Ministero

Un percorso pensato per chi sente che accompagnare la gravidanza è una responsabilità profonda, non solo una specializzazione tecnica.

Ricordare chi si è

La gravidanza può essere vissuta come evento da subire o come rito di passaggio da attraversare.

Quando una donna si sente ascoltata, rispettata e sostenuta, qualcosa cambia. Il potere femminile non si conquista: emerge.

E lo yoga in gravidanza, quando è insegnato con competenza e presenza, diventa proprio questo:

uno spazio in cui la donna non riceve istruzioni,
ma viene accompagnata a ricordare chi è.

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Gravidanza, corpo e memoria del femminile nello yoga in gravidanza