Somatics e Awareness Through the Body
Abitare il corpo
in profondità
Un tempo per ritrovare presenza, affinare le percezioni e sentirsi più pienamente a casa in sé stessi.
Tre giorni di esplorazione attraverso il movimento somatico e i principi di Awareness Through the Body, per approfondire il contatto con il corpo e coltivare risorse da portare nella vita quotidiana.
Il senso dell’esperienza
Ritornare dentro la propria pelle
Ci sono giornate in cui la nostra attenzione è continuamente altrove: al prossimo appuntamento, a una preoccupazione, a qualcosa da concludere. Il corpo ci accompagna attraverso tutto questo, ma quanto spazio diamo davvero alle sue sensazioni?
Abitare il corpo in profondità significa riportare l’attenzione dentro la propria pelle. Sentire il peso, il respiro, la struttura che ci sostiene. Accorgerci di dove tratteniamo uno sforzo e di cosa cambia quando possiamo lasciarlo andare.
Quando il contatto si fa più chiaro, può aprirsi anche una quiete diversa: la possibilità di fermarsi e sentirsi presenti, senza dover subito cercare qualcosa da fare.
Francesco lo descrive come
«Quel riposo da se stessi,
in se stessi.»
Un ritorno a qualcosa che abbiamo sempre con noi e che spesso diamo per scontato.
Tempo e attenzione
Uno spazio per sé,
una possibilità di approfondire
Questo seminario nasce per chi sente il desiderio di dedicarsi tempo e attenzione. Per chi si ritrova tirato in tante direzioni dalle attività e dalle preoccupazioni e cerca uno spazio nel quale raccogliersi.
È anche un invito per chi ha già familiarità con il lavoro corporeo e desidera entrare più in profondità: rendere l’ascolto più concreto, riconoscere sfumature nuove e dare maggiore continuità a ciò che scopre nella pratica.
I tre giorni offrono tempo per esplorare, riprendere un’esperienza e accorgersi di come cambia. Il lavoro individuale si alterna a momenti a coppie e di gruppo, con attenzione alla sensibilità e ai tempi di ciascuno.
Le pratiche
Le esperienze attraverso cui entriamo in ascolto
Il filo che accompagna il seminario è il rapporto tra ciò che sentiamo nel corpo e il nostro modo di essere presenti.
Esplorare la struttura ossea può offrirci un’esperienza di solidità. Accorgerci di una tensione e allentarla può farci riconoscere un cambiamento nel nostro stato interiore. Alternare movimento e quiete ci permette di osservare come perdiamo e ritroviamo il nostro centro.
Le attività descritte qui raccontano alcune delle vie attraverso cui approfondiamo questo ascolto.

01 / Somatics
Movimenti semplici per sentire più in profondità
Una parte importante del seminario è dedicata al movimento somatico: movimenti dolci, lenti e consapevoli, accompagnati dall’attenzione a ciò che accade dentro di noi.
La semplicità dei gesti permette di cogliere differenze che nella fretta passano inosservate. Possiamo riconoscere dove stiamo facendo più sforzo del necessario, quali parti del corpo partecipano al movimento e quali rimangono meno presenti nella nostra percezione.
Con la pratica possiamo cominciare ad allentare tensioni diventate abituali, talvolta così familiari da sembrarci il nostro modo naturale di stare.
Ci portiamo a casa anche movimenti semplici da riprendere nella giornata, per continuare a coltivare questa relazione con il corpo.

02 / Bambù
Ascoltare la struttura che ci sostiene
In questa esplorazione utilizziamo bastoni di bambù scelti per dimensioni e peso. Attraverso una percussione ritmica e attenta, portiamo l’ascolto verso la struttura ossea.
Le vibrazioni diventano segnali da percepire, riferimenti che possono aiutarci a sentire più chiaramente il corpo dall’interno.
L’immagine è quella di un radar: come se ogni percussione contribuisse a delineare una mappa interna del nostro scheletro. La struttura che ci sostiene diventa così qualcosa di più riconoscibile nella nostra esperienza.
Il lavoro richiede presenza, sensibilità e attenzione alla modalità proposta, sia nel ricevere sia nell’accompagnare l’altra persona.

03 / Rilassamento
Conoscere la quiete e imparare a ritrovarla
Che cosa significa davvero rilassarsi? Come riconosciamo la differenza tra essere immobili e lasciare andare uno sforzo? Quali condizioni ci aiutano a entrare in uno stato di quiete rimanendo presenti?
Nel seminario ci avviciniamo a queste domande attraverso l’esperienza. Ascoltiamo il respiro, le sensazioni e le tensioni, osservando ciò che cambia quando diamo al corpo tempo e attenzione.
In alcune esplorazioni portiamo l’ascolto al cuore e alla qualità del nostro stato interiore, accorgendoci delle risposte del corpo.
Coltiviamo così memorie sensoriali personali di riferimento: esperienze vissute e riconoscibili, alle quali poter tornare con la pratica. Il rilassamento diventa una possibilità che impariamo a conoscere più da vicino e a rendere più accessibile.

04 / Respirazione spinale
Ricevere il movimento e lasciarsi sostenere
Molte pratiche somatiche possono essere esplorate autonomamente. Il lavoro a coppie aggiunge una possibilità particolare: lasciare che un’altra persona sostenga il movimento, mentre noi ci dedichiamo a riceverlo e ad ascoltarlo.
Nell’attività che chiamiamo “respirazione spinale”, chi riceve può lasciare andare lo sforzo di produrre il gesto, rimanendo presente alle sensazioni.
Questo sostegno può favorire un abbandono graduale delle tensioni e una sensazione di benessere diffuso. Anche chi accompagna coltiva la propria sensibilità, attraverso la precisione del gesto e la qualità dell’attenzione.
È uno spazio per esplorare fiducia, ascolto e rispetto del corpo proprio e altrui.


05 / Cuscini e gioco
Ritrovare il centro anche nel movimento
Una battaglia di cuscini, il movimento, il coinvolgimento del gioco. Poi una pausa, un cuscino in equilibrio sulla testa e l’invito a ritrovare il proprio asse.
Vista dall’esterno, questa attività può sorprendere. Vissuta con attenzione, offre un modo concreto per esplorare il passaggio tra attivazione e centratura.
Come cambia il respiro? Dove compare uno sforzo? Che cosa ci aiuta a ritrovare allineamento e quiete dopo un momento vivace?
Ripetendo questi passaggi, rendiamo più familiare il ritorno a noi stessi. L’orizzonte è la vita quotidiana: poter ritrovare presenza anche mentre siamo coinvolti in ciò che accade.

06 / Il fisico sottile
Affinare la sensibilità e la percezione dello spazio
Nella prospettiva di ATB, il fisico sottile è una delle varie parti dell’essere. Avvicinarci a questa dimensione significa aprire un’esplorazione più fine delle sensazioni, dello spazio interno e circostante, della presenza.
Dopo aver approfondito il contatto con la struttura materiale del corpo, ci concediamo di ascoltare anche ciò che è meno immediato e più delicato da riconoscere.
Attraverso attività dinamiche e momenti più lenti, esploriamo ciò che percepiamo quando riduciamo il ruolo della vista e diamo spazio ad altre sensazioni. In alcune proposte, a occhi chiusi, osserviamo come avvertiamo la vicinanza di un’altra persona prima del contatto.
L’invito è rimanere curiosi, senza anticipare ciò che dovremmo sentire, lasciando che l’esperienza trovi il proprio tempo.
Oltre i tre giorni
Ciò che desideriamo portare a casa
Il desiderio è che questi tre giorni lascino una maggiore ricchezza nelle percezioni, una sensazione di pienezza e un nuovo modo di vivere il proprio corpo.
Nelle situazioni impegnative, difficili o imprevedibili, può essere prezioso riconoscere più chiaramente ciò che sta accadendo dentro di noi e avere riferimenti per ritrovare calma e stabilità.
Il seminario offre occasioni per coltivare questa capacità, insieme a pratiche semplici da continuare a casa. Ciò che abbiamo esplorato può così trovare spazio nei gesti, nelle pause e nelle relazioni di ogni giorno.
«Una persona più in possesso di sé stessa, più piena e soddisfatta.»
È così che Francesco esprime la direzione del lavoro: approfondire una relazione con sé stessi che possa accompagnarci anche fuori dalla sala.

Partecipazione
Questo seminario è adatto a me?
Il seminario è rivolto soprattutto a chi ha già incontrato Somatics e/o ATB e desidera approfondire il lavoro.
Se hai frequentato seminari o videocorsi con Francesco, questi tre giorni offrono uno spazio per riprendere e ampliare l’esperienza.
Se provieni da un percorso significativo di Yoga, meditazione o altre pratiche corporee consapevoli, un breve colloquio conoscitivo permetterà di valutare insieme la partecipazione.
Sono importanti una base di ascolto corporeo, la disponibilità alla pratica e il desiderio di esplorare. Per un confronto sul tuo percorso puoi contattare Lara e MamYoga.